giovedì 1 ottobre 2009

I serial killer- Mastronardi , De luca


Questo libro affronta i temi generali dell'omicidio seriale, ovvero chi è il serial killer, perché uccide, come diventa un "mostro", cosa fare per catturarlo e se sia possibile una riabilitazione.
Approfondisce alcuni aspetti specifici, come l'omicidio seriale commesso dalle donne, l'omicidio seriale in Italia, l'omicidio seriale in ambito sanitario, l'omicidio seriale compiuto adescando le vittime tramite internet e le forme atipiche di omicidio seriale.
Caratteristica interessante del libro è il racconto della vita dei più importanti serial killer.
L'obiettivo principale è quindi spiegare il perché accadono certi crimini e in che modo alcuni individui arrivano a commettere azioni tanto efferate.
Si inizia con la storia dell'omicidio seriale a partire dalle origini che sembrano ricondursi alle soglie del XX secolo, citando anche imperatori romani famosissimi come Nerone e Caligola, o altri personaggi storici come Nerone, Cesare Borgia e Enrico VIII.
Il capitolo si chiude con la classificazione dei serial killer di Mastronardi e Palermo, la definizione di De Luca e la tipologia di classificazione dell'omicidio seriale che comprende due macrocategorie: l'assassino seriale classico e l'assassino seriale atipico.
Interessantissima l'analisi dell'infanzia e adolescenza di un assassinio seriale: sembra infatti che le esperienze traumatiche subite dal soggetto possano spiegare l'insorgenza del comportamento omicidiario seriale nell'età adulta.
Un libro quindi molto utile per studiosi e non della materia e per tutti coloro che desiderino un manuale completo che analizzi non solo i singoli serial killer della storia, ma anche e soprattutto che cerchino di dare spiegazione ai motivi reconditi di queste atrocità.

venerdì 15 maggio 2009

CESARE LOMBROSO: UN CONVEGNO A TORINO NE CELEBRA IL CENTENARIO

ACCREDITI entro il 19 maggio 2009 fino a esurimento posti.

Pochi sanno che il volto post mortem di Lombroso è tuttora conservato in formalina in un vaso di vetro: chi desidera vederlo può recarsi al Museo di Antropologia Criminale "Collezione Lombroso" presso l'Istituto di Medicina Legale a Torino.

Padre dell’Antropologia criminale, psichiatra, pioniere degli studi sulla criminologia oltre che fondatore della polizia scientifica: Cesare Lombroso è certamente una delle figure di scienziato italiano più conosciute e controverse della seconda metà dell’Ottocento.

L’Accademia di Medicina rende omaggio ad uno dei suoi più celebri esponenti il 22 Maggio in un Convegno per il centenario della morte dal titolo "LOMBROSO A TORINO, UN SECOLO DOPO"

Ideatore dell’evento il Prof. Pierluigi Baima Bollone, noto medico legale, saggista tradotto in tutto il mondo, nonché – molti anni dopo - successore di Lombroso alla cattedra di Medicina Legale nell’ateneo torinese.

IL MUSEO DI ANTROPOLOGIA CRIMINALE

È un evento di grande interesse per gli studiosi di Medicina Legale e di Criminologia, ma anche per gli appassionati e i non addetti ai lavori. Offre uno spaccato sulla società e in particolare sulla Torino di metà ‘800, una città pervasa da gran fermento economico e culturale, basti ricordare che tra l’88 e l’89 vi soggiornò anche Nietzsche. Il convegno ripercorre i rapporti tra Lombroso ed alcuni personaggi che hanno segnato la storia della medicina legale e non solo. Per prima l’amicizia con Giulio Bizzozero, patologo di fama internazionale: i due si conoscono a Pavia, in seguito Bizzozero si trasferisce a Torino e nel 1876 riesce a farvi giungere anche Lombroso.

Da ricordare poi la vicenda di Salvatore Ottolenghi, discepolo e collaboratore di Lombroso a
Torino. Nel 1904 il Maestro fa istituire una cattedra di polizia scientifica nell’Università di Siena che viene affidata ad Ottolenghi. In seguito fonda a Roma il moderno Istituto di Medicina Legale dell’Università e nel 1908 l’Istituto Superiore di Polizia, la prima famosa scuola che insegna ai poliziotti metodi scientifici, presa a modello in molti paesi.

Gli esperti, nell’occuparsi della bibliografia e dei tratti principali delle teorie lombrosiane, ne delineano le influenze sulla psichiatria dell’epoca e sulle dottrine mediche del ‘900, con riferimenti anche agli studi specialistici moderni. Lombroso - nella sua infaticabile ricerca dei caratteri che differenziano sani di mente, alienati e criminali - fu un misuratore dei caratteri anatomici dei soggetti delle diverse categorie e del cervello: vengono quindi analizzati i suoi risultati alla luce delle acquisizioni delle moderne tecniche di Imaging.

IL MUSEO E LE “RACCOLTE” DI LOMBROSO

Entro l’anno è prevista la riapertura del Museo di Antropologia criminale, fondato da Lombroso nel 1898. Nel corso del convegno verranno illustrati i problemi del riordino, dell’esposizione e della fruizione da parte del pubblico delle collezioni Lombrosiane.

La raccolta, iniziata nel 1859 nella sua camera d’affitto di studente - “spauracchio continuo del padrone di casa”, scrive egli stesso - diventa consistente nel periodo in cui è ufficiale medico e ha modo di misurare migliaia di soldati italiani e raccogliere molti crani e cervelli. Ritornato alla vita civile continua l’infaticabile raccolta e confessa anche “con i modi meno legittimi”, cioè mediante il saccheggio di cimiteri abbandonati sardi, valtellinesi, lucchesi e piemontesi, eseguito personalmente, dai suoi studenti e da amici. La collezione di crani si arricchisce grazie a numerosi contributi anche dall’estero, donazioni che dimostrano un diffuso e vivo interesse per le sue ricerche.

Lombroso muore nel 1909 lasciando disposizioni affinché il suo cadavere sia sottoposto ad autopsia ed i resti conservati nel suo museo (dove tuttora è esposto il suo volto, conservato sotto formalina). Chiede inoltre che gli si risparmino funerali e sepoltura, ma quest’ultima richiesta non viene rispettata del tutto: lo ricorda una lapide del cimitero monumentale di Torino, accanto a quelle del pittore Antonio Fontanesi e dello scrittore Arturo Graf.

STUDI E NOTIZIE POCO NOTI

Meno conosciuti i contributi scientifici del Professore che riguardano le indagini su cretinismo, gozzo e pellagra, e le ricerche per stabilire e differenziare l’uomo bianco da quello di colore: nell’ambito di questi studi arriva a prevedere – con oltre un secolo d’anticipo – che un uomo di colore sarebbe giunto al vertice della potenza mondiale. Ed infine le ricerche sui caratteri fisiopsichici che consentono di distinguere i soggetti sani di mente dagli alienati e dai criminali, e quelle sull’essenza del genio. Si tratta complessivamente di quasi 2000 scritti.

Tra i collaboratori celebri merita una menzione Camillo Golgi, studioso che Lombroso laurea in Medicina a Pavia nel 1865. Nel 1906 Golgi riceve il premio Nobel ex aequo con lo spagnolo Ramon y Cajal per l’invenzione di un metodo di colorazione delle cellule nervose della corteccia cerebrale basato sull’impregnazione argentina che ne permette lo studio al microscopio. Gli esperti, nell’occuparsi della bibliografia e dei tratti principali delle teorie lombrosiane, ne delineano le influenze sulla psichiatria dell’epoca e sulle dottrine mediche del ‘900, con riferimenti anche agli studi specialistici moderni. Lombroso - nella sua infaticabile ricerca dei caratteri che differenziano sani di mente, alienati e criminali - fu un misuratore dei caratteri anatomici dei soggetti delle diverse categorie e del cervello: vengono quindi analizzati i suoi risultati alla luce delle acquisizioni delle moderne tecniche di Imaging.

IL MUSEO E LE “RACCOLTE” DI LOMBROSO

Entro l’anno è prevista la riapertura del Museo di Antropologia criminale, fondato da Lombroso nel 1898. Nel corso del convegno verranno illustrati i problemi del riordino, dell’esposizione e della fruizione da parte del pubblico delle collezioni Lombrosiane.

La raccolta, iniziata nel 1859 nella sua camera d’affitto di studente - “spauracchio continuo del padrone di casa”, scrive egli stesso - diventa consistente nel periodo in cui è ufficiale medico e ha modo di misurare migliaia di soldati italiani e raccogliere molti crani e cervelli. Ritornato alla vita civile continua l’infaticabile raccolta e confessa anche “con i modi meno legittimi”, cioè mediante il saccheggio di cimiteri abbandonati sardi, valtellinesi, lucchesi e piemontesi, eseguito personalmente, dai suoi studenti e da amici. La collezione di crani si arricchisce grazie a numerosi contributi anche dall’estero, donazioni che dimostrano un diffuso e vivo interesse per le sue ricerche.
Lombroso muore nel 1909 lasciando disposizioni affinché il suo cadavere sia sottoposto ad autopsia ed i resti conservati nel suo museo (dove tuttora è esposto il suo volto, conservato sotto formalina). Chiede inoltre che gli si risparmino funerali e sepoltura, ma quest’ultima richiesta non viene rispettata del tutto: lo ricorda una lapide del cimitero monumentale di Torino, accanto a quelle del pittore Antonio Fontanesi e dello scrittore Arturo Graf.

STUDI E NOTIZIE POCO NOTI

Meno conosciuti i contributi scientifici del Professore che riguardano le indagini su cretinismo, gozzo e pellagra, e le ricerche per stabilire e differenziare l’uomo bianco da quello di colore: nell’ambito di questi studi arriva a prevedere – con oltre un secolo d’anticipo – che un uomo di colore sarebbe giunto al vertice della potenza mondiale. Ed infine le ricerche sui caratteri fisiopsichici che consentono di distinguere i soggetti sani di mente dagli alienati e dai criminali, e quelle sull’essenza del genio. Si tratta complessivamente di quasi 2000 scritti.

Tra i collaboratori celebri merita una menzione Camillo Golgi, studioso che Lombroso laurea in Medicina a Pavia nel 1865. Nel 1906 Golgi riceve il premio Nobel ex aequo con lo spagnolo Ramon y Cajal per l’invenzione di un metodo di colorazione delle cellule nervose della corteccia cerebrale basato sull’impregnazione argentina che ne permette lo studio al microscopio.


Venerdì 22 Maggio ore 9 – 17.30
Centro Incontri della Regione Piemonte
Corso Stati Uniti, 23 - Torino

PROGRAMMA: www.accademiamedicina.unito.it

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI
ACCREDITI entro il 19/5: convegnolombroso@gmail.com



domenica 19 aprile 2009

ASTROLOGIA: METODO DI INDAGINE O FUFFA?


Ho deciso di fare outing. Ecco il mio tema natale: “I nativi della vergine sono persone altruiste, coscienziose ed amano svolgere il loro lavoro con precisione anche se questo è particolarmente complesso e impegnativo. Sono così in grado di portare a termine tutte le attività ad essi assegnate e desiderano che nel lavoro sia tutto perfetto. Il loro difetto è l’eccessiva critica che devono imparare a moderare. Si comportano verso l’altro sesso correttamente; non sono dei cacciatori nati, sono dei cerebrali: studiano e valutano tutto prima di prendere una decisione. Dominati da mercurio, i nativi sono spesso molto nervosi e soggetti a problemi della digestione. Per chi ha l’ascendente in scorpione si avranno difficoltà a vivere in pace, sia con sé stessi che con gli altri. Ha bisogno di amicizia e di un ambiente equilibrato per dare il meglio di sé, smussando gli angoli aspri con la capacità emozionale“.

SPLENDIDO VERO?

Sembra tutto perfetto quindi. C’è però qualcosa che non quadra. Durante la mia nascita, il sole non era nel segno della vergine bensì nel segno del leone. Non solo. Le costellazioni dello zodiaco sono 13 e non 12. Non solo. Mercurio non è un simbolo, ma un pianeta. Non solo. Le costellazioni in due dimensioni non esistono. Non solo. Le costellazioni hanno forma mutevole.

Non solo. Lo sapete che c’è gente che prende anche uno stipendio per dire queste fesserie?

Fabio DeSicot, durante il programma Caccia al Fotone su Radiocitta’fujiko ne ha parlato con Stefano Bagnasco, fisico e membro del CICAP.

E insieme ha provato a mettere un pò di ordine nell’universo raccontato dagli astrologi.

P.S.
Esperimento scientifico proposto. Il blog di Caccia al fotone ha provato a taggare questo post con il tag “astrologia”. Lo abbiamo fatto anche noi: vi comunicheremo quanti accessi ha ricevuto…

QUANDO e DOVE
Sabato 18 aprile 2009 - Caccia al Fotone
Radiocitta’fujiko - 103,1fm - Bologna

IL PODCAST PER ASCOLTARE LA TRASMISSIONE E' DISPONIBILE QUI



SULLO STESSO ARGOMENTO IL BLOG GRAVITA' ZERO HA PUBBLICATO:

ASTROLOGIA? NO GRAZIE!

_____________________________________________________

SPECIALE DOSSIER ASTROLOGIA SU TORINO SCIENZA
Provincia di Torino

Scarica il PDF

sabato 28 marzo 2009

CORSO UFFICIO STAMPA


L'ottimo blog di divulgazione e comunicazione della scienza Gravità Zero ci segnala la partenza di un corso di ottimo livello per chi, all'interno di enti, aziende o anche solo in forma professionale privata, desideri specializzarsi nella gestione di un Ufficio Stampa.

Il professionista responsabile di un ufficio stampa è oggi una delle figure professionali più richieste dal mercato del lavoro. In una società in cui la promozione dell’immagine è ormai indispensabile, sia le aziende che gli enti pubblici e privati si avvalgono di professionisti dell’informazione.

Qualsiasi ente o azienda che si rispetti possiede almeno una persona al suo interno dedicata alla relazione con gli organi stampa, alla diffusione di comunicati e di contenuti sia cartacei che web e Barbara Magnani è la persona più preparata in questo, dato che è stata per anni responsabile dell'ufficio stampa dell’Incubatore di Imprese del Politecnico di Torino.

Oltre a lei due grandi "penne" del giornalismo: Pier Paolo Luciano è Caporedattore di Repubblica di Torino e Alberto Papuzzi, giornalista a "La Stampa" dai primi anni settanta, ne ha diretto le pagine di cultura. Ha pubblicato diversi manuali di giornalismo ed insegna all’Università di Torino e alla Scuola di giornalismo di Perugia.

In particolare conosciamo il Prof. Papuzzi per l'ottimo testo "Professione Giornalista" che non dovrebbe mancare nella biblioteca di qualunque persona intenda occuparsi di comunicazione e giornalismo.

Il Corso "Ufficio Stampa - Tecniche di organizzazione e gestione Professione Ufficio Stampa" dal comunicato alla notizia: regole e segreti di un mestiere è un Corso-laboratorio per scoprire, e soprattutto sperimentare, le tecniche e i segreti di una professione oggi sempre più richiesta da enti ed aziende.

Dieci incontri per capire come può un comunicato stampa diventare una notizia: dalla costruzione della mailing list fino alla conferenza stampa, dalle regole di scrittura giornalistica all’organizzazione del lavoro di redazione.

Completano il percorso case history, esercitazioni su casi concreti e testimonianze di giornalisti professionisti.

Qui la locandina in PDF

Per maggiori informazioni e preiscrizioni:
http://formazione.piemonte.engim.it/?page_id=316