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mercoledì 21 novembre 2012

Sicurezza in Rete. Google SafeSearch: filtraggio di contenuti discutibili

Costruire un ambiente protetto e privo di pericoli per i più giovani che navigano nel web, ora è più semplice grazie a “Safesearch” ovvero “ricerca sicura”, il nuovo programma gratuito che Google mette a disposizione delle famiglie.

Si tratta, in sintesi, di un filtro che elimina la maggior parte di contenuti discutibili, rischiosi e inappropriati.

Attivare il servizio ed accedere agli altri prodotti che Google offre gratuitamente è molto semplice: innanzitutto serve un account, perciò si deve aprire un  account di Google, inserire i dati e seguire passo passo alcuni semplici passaggi.

È molto importante ricordare di andare alla pagina Google impostata in lingua inglese (google.com) perché il servizio non è stato ancora attivato nella pagina italiana, ma una volta attivato Safesearch, i risultati funzioneranno in tutte le lingue.

In alto a destra nella pagina di Google si deve cliccare Search settings.

Nella pagina che compare, nella sezione “Safe SearchFiltering”, è necessario selezionare prima l’opzione “Use strict filtering” e successivamente cliccare su “Lock SafeSearch” cioè “blocco di Safesearch”. 

A questo punto si aprirà una nuova pagina con una scheda a lato da compilare digitando la propria e-mail e password cliccando infine su “sign in”. 

Se però non si ha un account Google, lo si può creare cliccando sulla voce in basso “Create an account now”. 

Nella pagina successiva si dovrà confermare il servizio facendo clic su “Look Safesearch”. Si capirà che la conferma al programma ha avuto successo quando, durante le ricerche successive compariranno quattro palline colorate in alto a destra. 

Attenzione, il filtro dovrà essere attivato per ogni browser!

Per ogni dubbio e per ulteriori informazioni suggerisco il video tutorial che presenta il servizio
 


mercoledì 3 dicembre 2008

Furto d’identità: uno dei più pericolosi fenomeni di cybercrime


Sempre più diffuso, il furto d'identità è tra i cyber crimini che al giorno d'oggi preoccupano di più. La tecnica di furto più utilizzata è proprio quella dell'utilizzo non autorizzato dei dati anagrafici degli ignari proprietari, informazioni preziose che vengono poi utilizzate per numerosi scopi illeciti. Con i dati in possesso infatti è possibile attivare una carta di credito a nome della vittima, creare documenti falsi, ottenere un prestito e molto altro.

I dati che emergono dall'Osservatorio Crif sulle frodi parlano di 17.000 casi di furto di credenziali, con un importo medio di 5.300 €, eseguiti da cybercriminali sempre più giovani con un'età compresa tra i 14 e i 25 anni (dati 2006).

Il furto d'identità elettronico è un reato in Italia ed è punito con un massimo di un anno di carcere, come stabilito dalla sentenza n. 46674 della Cassazione.

Per approfondire: THE DAILY BIT