martedì 5 settembre 2023
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lunedì 2 settembre 2019
LA FALSA GIUSTIZIA: UN LBRO SUGLI ERRORI GIUDIZIARI E LE LORO CONSEGUENZE
Intervista alla Professoressa Maria Gaia Pensieri, docente di sociologia presso l'Università Popolare degli Studi di Milano - Università di Diritto Internazionale - e autrice del libro “La falsa giustizia” scritto a quattro mani con il Generale Luciano Garofano che tratta il tema dell’errore giudiziario.
Maria Gaia Pensieri è docente presso l'Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale, ed è direttrice responsabile dell'area formazione e ricerca dell'Accademia italiana delle Scienze Criminologiche e Investigative (AISCI). Laureata in Scienze per l'investigazione e la sicurezza e in Ricerca sociale per la sicurezza interna ed esterna, ha conseguito i master in Antropologia filosofica e forense, criminologia e tecniche investigative avanzate e in Scienze Criminologiche-forensi. È dottore di Ricerca in scienze umane e sociali a indirizzo criminologo. Attiva sui temi della violenza di genere, del bullismo e del cyberbullismo, ha firmato diverse pubblicazioni ed è socia della Società italiana di criminologia (sic) e dell'Accademia italiana di Scienze Forensi (Acisf). È volontaria in Penelope (S)comparsi Uniti.
Perché la scelta di questo titolo La falsa giustizia?
Parafrasando Platone la giustizia è un principio immanente che armonizza le varie classi dello Stato nell’attività e funzionamento del tutto, realizzando ordine, armonia e unità.
Quando non c’è reale giustizia allora possiamo parlare di parvenza di giustizia ossia di quella che vuole apparire come tale per ridonare la pace sociale, ma non vi riesce, perché pur servendosi degli strumenti realizzati dall’uomo per aspirare al suo raggiungimento, lo stesso uomo commette degli errori che portano a delle gravi conseguenze, ossia la condanna di innocenti, la liberazione dei colpevoli di un crimine o la mancata individuazione dei suoi autori.
Nel libro abbiamo affrontato specificamente il tema dell’errore giudiziario, dal punto di vista delle ingiuste condanne, prendendo come modello l’esperienza statunitense.
Perché l’esperienza nordamericana, che peraltro ha un sistema giudiziario differente dal nostro?
Perché loro per primi hanno studiato in maniera sistematica le diverse cause o concause responsabili della realizzazione di errori giudiziari. L’associazione statunitense Innocence Project fondata nel 1992 ha dedicato la sua attività a casi giudiziari di persone condannate in via definitiva, ma che si professavano innocenti con argomentazioni plausibili, e ha compiuto ricerche e azioni sul campo sia per individuare gli errori che erano stati commessi nei procedimenti sia per reperire nuove prove per arrivare alla riapertura dei casi stessi.
Avere una casistica tanto ampia (dal ‘92 a oggi) ci ha permesso di capire in quali ambiti del procedimento giudiziario si verificano maggiormente gli errori e quali potrebbero essere le possibili soluzioni.
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| La Prof.ssa Maria Gaia Pensieri |
Benché il nostro sistema processuale di Civil Law, sia differente da quello di Common Law anglosassone, resta il fatto che entrambi si avvalgono di prove tipiche e atipiche, di prove scientifiche, di tecnologie, di testimonianze, di periti e consulenti; e nel dibattimento come da noi, del contraddittorio tra le parti per arrivare a un verdetto di colpevolezza o innocenza.
Con le dovute differenziazioni che evidenziamo anche nel libro, resta invariato il nostro interesse per il lavoro di individuazione delle falle svolto da Innocence Project, durante le fasi iniziali delle indagini, gli interrogatori, le testimonianze o dovute all’apporto di pseudo scienze all’interno del processo.
In Italia abbiamo lavori simili?
Direi di no. In Italia abbiamo iniziato solo da qualche anno a studiare le cause di errore giudiziario, per cui non possiamo avvalerci di una casistica ampia come la loro.
Quando è partito questo lavoro negli USA, l’opinione pubblica era scettica, perché riponeva una fiducia incondizionata nel sistema giudiziario americano, ritenuto infallibile e tra i più democratici al mondo.
Ma quando l’attività svolta da questa associazione ha iniziato a portare alla luce gli errori commessi, la loro attività ha ricevuto un impulso, sono state aperte altre sedi in diversi Stati degli USA e il numero di casi dubbi segnalati sono cresciuti vertiginosamente. È come se fosse stato scoperchiato un vaso di Pandora, una nuova consapevolezza si è andata via via formando nelle persone, tanto da spingere diversi Stati dove vigeva la pena di morte a sospendere le esecuzioni in attesa di nuovi sviluppi. Sono state istituite delle commissioni d’inchiesta e sono state svolte delle verifiche sulle attività di alcuni consulenti delle Procure, insomma tutta una serie di interventi per correggere tutto ciò che risultava necessario per un adeguato svolgimento dei processi e per fornire maggiori garanzie agli imputati.
Quindi secondo lei qual è la situazione degli errori giudiziari nel nostro Paese?
Questo non lo sappiamo, ma possiamo partire dal lavoro svolto negli Stati Uniti e da quello che abbiamo descritto nel nostro libro per iniziare a ragionare sui nostri possibili errori.
Sicuramente, e lo posso affermare senza correre il rischio di smentite, la lentezza del nostro sistema giudiziario contribuisce in modo concreto al verificarsi di errori giudiziari. Pensi al largo ricorso che facciamo della carcerazione preventiva: un imputato attende molti anni la conclusione dei processi che lo riguardano per poi uscirne magari scagionato con formula piena, e questo già ci dovrebbe far comprendere che qualcosa nel nostro sistema non funziona. Non possiamo parlare di errore giudiziario nella vera accezione del termine, perché canonicamente l’errore si compie quando c’è una sentenza definitiva e poi a seguito di una revisione processuale il condannato viene riconosciuto innocente, ma chiamiamo pure questo errato coinvolgimento come vogliamo, resta comunque il fatto che delle persone vengono invischiate in procedimenti giudiziari per uscirne pulite dopo molti anni; è facile comprendere che la loro vita non sarà più la stessa e, mi creda tutto ciò purtroppo, potrebbe accadere a ognuno di noi.
L’acquisizione tardiva di testimonianze, l’escussione di testi ad anni di distanza dai fatti, la durata eccessiva dei diversi gradi processuali: se da una parte sembrano garantire proprio la correttezza del giudizio, dall’altra risentono di tutta una serie di interferenze dovute proprio al tempo trascorso.
Può spiegarci meglio cosa intende?
Per esempio ascoltare il possibile testimone di un reato molto tempo dopo i fatti può aumentare il rischio che il ricordo non sia più nitido o puro, risentendo dell’influenza mediatica sul caso o dell’interferenza del racconto di altri.
Dando per assunto che il testimone sia in buona fede, sull’attendibilità della testimonianza influiscono diverse variabili. Se consideriamo che nel nostro sistema alla testimonianza è riservato un notevole peso processuale, e mentre parliamo mi vengono in mente alcuni di casi recenti, possiamo inferire che se non ci si avvale di studi psicologici sul tema, se non si ricorre a tecniche di interrogatorio adeguate, se non si riducono i tempi processuali come richiesto anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) che ci ha più volte condannato per le lungaggini, aumenta sicuramente la possibilità di commettere degli errori, con conseguenze devastanti per chi viene ingiustamente condannato.
Ritornando al titolo, abbiamo utilizzato il termine “falsa” perché anche le vittime di un reato e le loro famiglie sicuramente non possono trarre conforto dalla condanna di un colpevole qualsiasi; loro e la società tutta hanno bisogno di una vera giustizia.
Avete portato esempi concreti nel vostro libro?
Abbiamo parlato di casi americani e italiani risolti dopo la revisione. Come dicevo, in Italia non abbiamo una statistica relativa alle categorie di errori commessi, ma partire dai casi nazionali risolti permetterebbe anche al nostro Paese di iniziare un lavoro di questo tipo. Questo è stato fatto da Innocence Project e i dati ci dicono che l’errata testimonianza, ma anche l’erroneo riconoscimento di un reo, sono ai primi posti nella classifica degli errori.
Va detto che in genere a un verdetto sbagliato si arriva per una serie di concause, e aggiungerei anche che la fase iniziale investigativa si rivela determinante per poter arrivare a un giudizio che porti alla condanna dei veri responsabili di un crimine.
Le indagini in effetti sono una parte importante, ma se vi si commettessero degli errori ciò emergerebbe nel processo, giusto?
Nel dibattimento dovrebbero emergere gli eventuali errori, il contraddittorio dovrebbe proprio avere questo ruolo. Le operazioni probatorie nei momenti dell’ammissione, dell’assunzione e della valutazione, dovrebbero utilizzare gli strumenti di conoscenza attinti dalla scienza e dalla tecnica e a principi e metodologie scientifiche che resistono al criterio di falsificazione, oltre che avvalersi delle comprovate competenze degli esperti che le impiegano. Però anche la fase investigativa, peraltro inizialmente operata esclusivamente dalla polizia giudiziaria su incarico del magistrato che conduce le indagini, può nascondere delle insidie che possono rimanere celate anche in sede processuale. Per esempio mi vengono in mente errori durante le fasi di repertamento dove possono avvenire delle contaminazioni, oppure una cattiva conservazione delle fonti di prova che può portare a un loro decadimento informativo. Questo parlando degli accertamenti tecnici, mentre per quanto riguarda le indagini cosiddette tradizionali un errore potrebbe essere quello dell’innamoramento per una tesi e una visione a tunnel che portano ad escludere altre piste possibili, perdendo nelle fasi iniziali alcuni elementi utili che non saranno più recuperabili in quelle successive inficiando per sempre la buona riuscita di un caso.
Oggi si parla sempre di più della prova del Dna nei processi, ma possono essere realmente attendibili per la soluzione dei casi?
Il Dna può essere decisamente attendibile perché la percentuale di errore, cioè la possibilità che quel DNA coincida con quello di più persone, oltretutto tutte presenti sul locus commissi delicti, è veramente prossima allo zero.
Su tutte le prove tecnico-scientifiche grava sempre una percentuale variabile di rischio, perché c’è sempre la mano dell’uomo a operare; quello che oggi è veramente importante comprendere è che per abbattere la percentuale di errore è necessario operare seguendo standard certificati, protocolli operativi, procedure codificate, linee guida pubblicate da scienziati di una determinata disciplina forense e che devono essere applicate da tutti coloro che entrano a vario titolo come esperti forensi nel procedimento giudiziario; solo così possiamo sperare di abbattere il rischio di commettere errori.
Ci può fare un esempio di un caso trattato nel libro?
Abbiamo riportato diversi casi di processi di revisione instaurati negli USA che alla loro conclusione hanno portato a scagionare i condannati a pene molto gravose, al carcere a vita o addirittura alla pena capitale.
I casi citati erano tutti accomunati da due elementi: proponevano l’analisi dei bitemark - segni di morso - presenti sulle vittime, e l’altro elemento in comune era sempre lo stesso consulente della Procura.
Ebbene durante i differenti processi di revisione emerse che il consulente non aveva nessuna specializzazione per dichiararsi esperto in questo campo specifico, e che la Procura si era affidata a lui giudicandolo esperto sulla base dei precedenti incarichi.
Ma, mentre il DNA lasciato su una vittima dall’autore del morso è una scienza esatta, così non è per i segni di morso i quali non possono essere utilizzati per indentificare in modo univoco l’autore; questo perché i segni impressi sui tessuti subiscono delle modificazioni dovuti al trascorrere del tempo, la stessa dentatura dell’autore col tempo subisce delle trasformazioni variando il suo aspetto; pertanto da queste brevi considerazioni si comprende come l’analisi dei segni di morso da sola non sia attendibile per l’identificazione di un reo.
Nel libro abbiamo riportato diversi casi reali dove si evidenziano le differenti tipologie di errori commessi che hanno portato a delle erronee condanne, sperando così di rendere più scorrevole e interessante la lettura.
Il libro La falsa giustizia La genesi degli errori giudiziari e come prevenirli di: Garofano Luciano Pensieri Maria Gaia Prefazione di Manfredi Mattei Filo della Torre Introduzione di Baldassare Lauria Autori: Luciano Garofano, Maria Gaia Pensieri
Il libro La falsa giustizia La genesi degli errori giudiziari e come prevenirli di: Garofano Luciano Pensieri Maria Gaia Prefazione di Manfredi Mattei Filo della Torre Introduzione di Baldassare Lauria Autori: Luciano Garofano, Maria Gaia Pensieri
giovedì 21 dicembre 2017
RAPPORTO “CYBERSECURITY TRENDS 2018" : LA DEMOCRAZIA È IN PERICOLO?
ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione europea, ha pubblicato il rapporto “Cybersecurity Trends 2018: The costs of our connected world” con le previsioni sulla sicurezza per il 2018. Il report descrive un aumento dei livelli di complessità degli attacchi informatici – che vedranno ancora una volta i ransomware come principale strumento utilizzato dai cyber criminali - indicando 5 trend principali.
LA DEMOCRAZIA E’ IN PERICOLO?
Può un attacco informatico manipolare i risultati di un’elezione e sovvertire la democrazia? I processi elettorali possono essere protetti? I casi di attacchi hacker in occasione di elezioni politiche si sono ultimamente moltiplicati, sollevando numerosi interrogativi sulla sicurezza informatica. E l’attenzione su questo tema in Italia è altissima, considerate le imminenti elezioni politiche. Secondo i ricercatori di ESET, per limitare al massimo le frodi da parte dei criminali informatici, sarà necessario indirizzarsi verso un sistema ibrido che utilizza sia documenti cartacei che elettronici.
LE INFRASTRUTTURE CRITICHE NEL MIRINO DEGLI HACKER
Nel 2017 i casi di minacce informatiche che hanno colpito infrastrutture critiche hanno attirato l’attenzione di un vasto pubblico. Uno dei più significativi è stato Industroyer, il pericoloso malware responsabile dell'attacco alla rete elettrica dell'Ucraina. Gli attacchi alle infrastrutture critiche potrebbero non fermarsi alla semplice rete elettrica, ma potrebbero interessare anche i settori della difesa e della sanità, l'acqua, i trasporti e la produzione alimentare. Le organizzazioni stanno lavorando duramente sulla sicurezza, ma la situazione è in continua evoluzione e secondo i ricercatori di ESET questo tipo di minacce continueranno a susseguirsi per tutto il 2018.
PMI: L’ANELLO DEBOLE DELLA CATENA DI DISTRIBUZIONE
Le grandi aziende hanno ormai realizzato la pericolosità degli attacchi informatici e iniziano a fornire maggiore sostegno al loro personale dedicato alla sicurezza. Non si può dire lo stesso delle PMI, che continuano ad avere problemi nel difendersi da queste minacce e che - fornendo beni e servizi anche a organizzazioni più grandi – mettono a rischio la sicurezza dell’intero ecosistema economico. Questi problemi legati alla sicurezza della catena di distribuzione hanno interessato nel 2017 il settore dell'intrattenimento - tra gli incidenti verificatisi c'è stata la tentata estorsione a Netflix per la nuova stagione della serie "Orange is the New Black" – e secondo i ricercatori di ESET è molto probabile che questo trend continui anche nel 2018.
PAROLA D’ORDINE: COLLABORAZIONE TRA FORZE DI POLIZIA ED ESPERTI DI SICUREZZA INFORMATICA
La ricerca sul malware si è rivelata utile per le forze dell'ordine nella guerra contro la criminalità informatica. Un esempio chiave è la recente collaborazione tra ESET, Microsoft e le forze di polizia, tra cui FBI e Interpol, che hanno collaborato per debellare la botnet Andromeda. Una maggiore cooperazione porterà a più arresti e meno criminali informatici attivi. Grazie all’esperienza che le autorità potranno maturare lavorando al fianco di esperti di sicurezza informatica privati si può ottimisticamente prevedere un maggior successo nelle future indagini e un 2018 potenzialmente più sicuro.
SOFTWARE GRATUITO? NO, GRAZIE!
I dati personali sono a tutti gli effetti una nuova valuta, che permette ai consumatori di ottenere software – anche di sicurezza informatica - a costi ridotti o nulli; questo ha portato le aziende a entrare nel business della raccolta dati, aumentando i rischi connessi alla privacy delle informazioni. Anche i progressi legati all’IoT portano nella stessa direzione, poiché ogni dispositivo connesso alla rete domestica è in grado di raccontare una storia e produrre un quadro completo della vita dell'utente. Queste “briciole digitali” vengono poi elaborate e utilizzate per indirizzare i pensieri e le azioni dell’utente stesso. Secondo i ricercatori di ESET la raccolta dei dati in cambio di servizi gratuiti per l’utente aumenterà drasticamente nel 2018: attenzione allora a ciò che viene apparentemente offerto come “gratuito” e a come vengono utilizzati i dati richiesti in cambio di questi servizi.
Per ulteriori informazioni sul rapporto di ESET “Cybersecurity Trends 2018: The costs of our connected world” è possibile visitare il seguente link
ESET, fondata nel 1992, è uno dei fornitori globali di software per la sicurezza informatica di pubbliche amministrazioni, aziende e utenti privati. Il software ESET NOD32 Antivirus fornisce una protezione in tempo reale da virus, worm, spyware e altri pericoli, conosciuti e non, offrendo il più elevato livello di protezione disponibile alla massima velocità e con il minimo impiego di risorse di sistema. NOD32 è l’antivirus che ha vinto il maggior numero di certificazioni Virus Bulletin 100% e dal 1998 non ha mai mancato l’individuazione di un virus ItW (in fase di diffusione). ESET NOD32 Antivirus, ESET Internet Security, ESET Smart Security Premium e ESET Cybersecurity per Mac rappresentano le soluzioni per la sicurezza informatica più raccomandate a livello mondiale, avendo ottenuto la fiducia di oltre 100 milioni di utenti. L’azienda, presente in 180 Paesi, ha il suo quartier generale a Bratislava e uffici e centri di ricerca a San Diego, Buenos Aires, Singapore, Praga, Cracovia, Montreal, Mosca. Per quattro anni di seguito ESET è stata inclusa fra le aziende Technology Fast 500 EMEA da Deloitte e per dieci anni consecutivi fra le aziende Technology Fast 50 Central Europe. Per maggiori info: www.eset.it
FUTURE TIME è il distributore esclusivo dei prodotti ESET per l’Italia, nonché suo partner tecnologico. Fondata a Roma nel 2001, Future Time nasce dalla sinergia di due preesistenti aziende attive da anni nel campo della sicurezza informatica. Future Time, con Paolo Monti e Luca Sambucci, fa parte della WildList Organization International, ente no profit a livello mondiale composto da esperti e aziende antivirus che hanno il compito di riportare mensilmente tipologia e numero dei virus diffusi in ogni Paese. Per maggiori info: www.eset.it
mercoledì 20 dicembre 2017
NUOVA FALLA DI SICUREZZA ANDROID: SI SALVA SOLO OREO 8.0
È di questi giorni la notizia di un bug nel sistema Android cha sta allarmando gli utilizzatori delle versioni antecedenti ad Oreo, che se sfruttata permetterebbe ai cyber criminali di prendere il controllo del registratore audio oltre che di visualizzare le attività sul display. Al momento la falla non sembra risolvibile, fatta eccezione per Oreo 8.0.
8 dispositivi su 10 sono quindi a rischio in quanto utilizzano le versioni più vulnerabili di Android ovvero Lollipop (5), Marshmallow (6) e Nougat (7). Il problema di sicurezza risale al rilascio di Lollipop ed è legato all’utilizzo del servizio MediaPjection che richiede alle app un accesso root. Tale condizione è protetta dall’autenticazione tramite la chiave del dispositivo che viene richiesta direttamente all’utente prima di poter utilizzare una dell’app stessa.
Gli hacker riescono però a sfruttare difetti nell’interfaccia utente per aprirsi dei varchi attraverso tecniche come il “tap-jacking”, già utilizzata in passato per infettare i sistemi Android, che consiste nel far comparire un finto pop-up che si sovrappone alla schermata di richiesta di autorizzazione all’app di MediaPjection, dando di fatto il consenso al malware di entrare nel dispositivo.
Android è spesso sotto attacco da parte di criminali informatici che cercano di sottrarre dati agli utenti e negli 4 ultimi anni i malware dedicati a questo sistema operativo sono aumentati in maniera esponenziale con circa 10 milioni di applicazioni sospette distribuite anche attraverso gli store ufficiali.
Google ha già rilasciato una patch inserita però solo in Oreo e che non può essere applicata per sanare le precedenti versioni di Android. In attesa di ulteriori aggiornamenti ESET Italia consiglia a tutti gli utenti di porre estrema attenzione ai download effettuati dai propri dispositivi mobile e di installare
una soluzione antimalware efficace e di mantenerla costantemente aggiornata.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare il blog di ESET Italia al seguente link.
ESET, fondata nel 1992, è uno dei fornitori globali di software per la sicurezza informatica di pubbliche amministrazioni, aziende e utenti privati. Il software ESET NOD32 Antivirus fornisce una protezione in tempo reale da virus, worm, spyware e altri pericoli, conosciuti e non, offrendo il più elevato livello di protezione disponibile alla massima velocità e con il minimo impiego di risorse di sistema. NOD32 è l’antivirus che ha vinto il maggior numero di certificazioni Virus Bulletin 100% e dal 1998 non ha mai mancato l’individuazione di un virus ItW (in fase di diffusione). ESET NOD32 Antivirus, ESET Internet Security, ESET Smart Security Premium e ESET Cybersecurity per Mac rappresentano le soluzioni per la sicurezza informatica più raccomandate a livello mondiale, avendo ottenuto la fiducia di oltre 100 milioni di utenti. L’azienda, presente in 180 Paesi, ha il suo quartier generale a Bratislava e uffici e centri di ricerca a San Diego, Buenos Aires, Singapore, Praga, Cracovia, Montreal, Mosca. Per quattro anni di seguito ESET è stata inclusa fra le aziende Technology Fast 500 EMEA da Deloitte e per dieci anni consecutivi fra le aziende Technology Fast 50 Central Europe. Per maggiori info: www.eset.it
FUTURE TIME è il distributore esclusivo dei prodotti ESET per l’Italia, nonché suo partner tecnologico. Fondata a Roma nel 2001, Future Time nasce dalla sinergia di due preesistenti aziende attive da anni nel campo della sicurezza informatica. Future Time, con Paolo Monti e Luca Sambucci, fa parte della WildList Organization International, ente no profit a livello mondiale composto da esperti e aziende antivirus che hanno il compito di riportare mensilmente tipologia e numero dei virus diffusi in ogni Paese. Per maggiori info: www.eset.it
8 dispositivi su 10 sono quindi a rischio in quanto utilizzano le versioni più vulnerabili di Android ovvero Lollipop (5), Marshmallow (6) e Nougat (7). Il problema di sicurezza risale al rilascio di Lollipop ed è legato all’utilizzo del servizio MediaPjection che richiede alle app un accesso root. Tale condizione è protetta dall’autenticazione tramite la chiave del dispositivo che viene richiesta direttamente all’utente prima di poter utilizzare una dell’app stessa.
Gli hacker riescono però a sfruttare difetti nell’interfaccia utente per aprirsi dei varchi attraverso tecniche come il “tap-jacking”, già utilizzata in passato per infettare i sistemi Android, che consiste nel far comparire un finto pop-up che si sovrappone alla schermata di richiesta di autorizzazione all’app di MediaPjection, dando di fatto il consenso al malware di entrare nel dispositivo.
Android è spesso sotto attacco da parte di criminali informatici che cercano di sottrarre dati agli utenti e negli 4 ultimi anni i malware dedicati a questo sistema operativo sono aumentati in maniera esponenziale con circa 10 milioni di applicazioni sospette distribuite anche attraverso gli store ufficiali.
Google ha già rilasciato una patch inserita però solo in Oreo e che non può essere applicata per sanare le precedenti versioni di Android. In attesa di ulteriori aggiornamenti ESET Italia consiglia a tutti gli utenti di porre estrema attenzione ai download effettuati dai propri dispositivi mobile e di installare
una soluzione antimalware efficace e di mantenerla costantemente aggiornata.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare il blog di ESET Italia al seguente link.
ESET, fondata nel 1992, è uno dei fornitori globali di software per la sicurezza informatica di pubbliche amministrazioni, aziende e utenti privati. Il software ESET NOD32 Antivirus fornisce una protezione in tempo reale da virus, worm, spyware e altri pericoli, conosciuti e non, offrendo il più elevato livello di protezione disponibile alla massima velocità e con il minimo impiego di risorse di sistema. NOD32 è l’antivirus che ha vinto il maggior numero di certificazioni Virus Bulletin 100% e dal 1998 non ha mai mancato l’individuazione di un virus ItW (in fase di diffusione). ESET NOD32 Antivirus, ESET Internet Security, ESET Smart Security Premium e ESET Cybersecurity per Mac rappresentano le soluzioni per la sicurezza informatica più raccomandate a livello mondiale, avendo ottenuto la fiducia di oltre 100 milioni di utenti. L’azienda, presente in 180 Paesi, ha il suo quartier generale a Bratislava e uffici e centri di ricerca a San Diego, Buenos Aires, Singapore, Praga, Cracovia, Montreal, Mosca. Per quattro anni di seguito ESET è stata inclusa fra le aziende Technology Fast 500 EMEA da Deloitte e per dieci anni consecutivi fra le aziende Technology Fast 50 Central Europe. Per maggiori info: www.eset.it
FUTURE TIME è il distributore esclusivo dei prodotti ESET per l’Italia, nonché suo partner tecnologico. Fondata a Roma nel 2001, Future Time nasce dalla sinergia di due preesistenti aziende attive da anni nel campo della sicurezza informatica. Future Time, con Paolo Monti e Luca Sambucci, fa parte della WildList Organization International, ente no profit a livello mondiale composto da esperti e aziende antivirus che hanno il compito di riportare mensilmente tipologia e numero dei virus diffusi in ogni Paese. Per maggiori info: www.eset.it
lunedì 23 ottobre 2017
MACCHIE DI SANGUE SULLA SCENA DEL CRIMINE
Quali sono le tecniche che permettono di risolvere un crimine? Una di queste si affda alla scienza e in particolare alla fisica: è la tecnica dell'esame di forma e dimensione delle macchie di sangue o BPA (Bloodstain Pattern Analysis)
L'esame delle macchie di sangue è una delle specializzazioni nel campo delle scienze forensi. Permette di studiare varie tracce ematiche sulle scena del crimine: forma, quantità, distribuzione, posizione, angolo d'impatto e velocità, quest'ultime sono parametri fisici, che, insieme all'attrito dell'aria e alla forza di gravità permettono di determinare la traiettoria della goccia ematica.
L'esame delle macchie di sangue ha un valore aggiunto per la ricostruzione della dinamica del reato poiché consente di individuare la posizione della vittima al momento della commissione del fatto.
La moderna scienza del BPA si fonda sulla biologia, sulla chimica, sulla fisica e sulla matematica; la biologia perchè il sangue è fatto di plasma e cellule, sulla fisica perchè il disegno lasciato dalla goccia dipende dalla gravità e dalle leggi che regolano la tensione della superficie d'impatto, e infine sulla matematica perchè l'angolo d'impatto può essere calcolato tramite una formula.
Per determinare tale punto bisogna trovare il punto di convergenza, una volta trovata la macchia meglio definita si traccia la prosecuzione dei loro assi maggiori, fino a vedere la convergenza. Abbiamo cosi una prima ricostruzione, se a questo si aggiungono le informazioni che ci arrivano dallo studio dell'angolo d'impatto la ricostruzione è completa.
La BPA consente di leggere ed interpretare la scena del delitto con maggiore precisione, portando ad una ricostruzione verosimile degli accadimenti.
Il funzionario di polizia deve avere, la cognizione della scena e poter trarre delle conclusioni preliminari che consentano il proseguimento delle indagini.
Tanto per far un esempio della tecnica, un modo per interpretare le macchie è per dimensione e forma: gocciolatura, colatura, pozza, gora sono solo alcuni dei termini utilizzati per indicare la foggia delle macchie.
- GOCCIOLATURA: Piccola quantità caduta su una superficie per esclusiva forza di gravità;
- COLATURA: Si fa riferimento alla goccia di sangue caduta e al successivo scorrimento su un piano dotato di una certa inclinazione;
- POZZA: si intende una traccia di sangue abbastanza ampia che può trovarsi al di sotto del punto del corpo da cui è originata per deflusso;
- GORA: Raccolta ematica lunga e irregolare più o meno omogenea che si forma su un substrato inclinato
- SPRUZZI E SCHIZZI: Hanno forma di piccole clavi o punti esclamativi, si producono quando il liquido ematico viene proiettato con forza su un substrato.
La tecnica prende anche in esame le tracce secondarie, originate non per diretta provenienza del sangue dal punto, ma per successivo trasporto del substrato, e possono essere distinte in tracce da strisciamento e tracce figurate.
Anche la diversa velocità della proiezione del sangue dà luogo a forme diverse che prendono voce in tre categorie di impatto:
impatto a bassa velocità: si realizza per forze esterne applicate con velocità fino ad un massimo di 1.5 m/s, le tracce ematiche presentano ampiezza (diamentro goccia=D) pari o superiore a 3 mm.
impatto a media velocità: L'ampiezza tipica delle tracce è compresa tra 1 e 3 mm, poiché se ne possono produrre di più grandi e di più piccole, sono le più comuni e possono essere una conseguenza di lesioni da taglio e da punta e taglio.
impatto ad alta velocità: velocità fino a 30 m/s, l'ampiezza di tali tracce è minore di 1 mm; sono le tracce più rare poiché sono conseguite da traumi da strumenti animati da altà velocità.
La prevalenza di una determinata traccia di sangue consentirà a risalire alle relative modalità di produzione.
I colpi di arma da fuoco generano schizzi proporzionali alla velocità d'impatto del proiettile, che trasferisce tutta la sua energia cinetica ai tessuti gli schizzi di sangue si suddividono con: spruzzo in avanti, associato al foro in uscita, il sangue segue la forza del proiettile per poi disperdersi verso le superfici; abbiamo poi lo spruzzo indietro: associato al foro in ingresso del proiettile causato dal gas compreso tra cute e ossa, provocando l'espulsione del materiale biologico dallo stesso foro.
Il sangue cambia colore nel tempo da rosso vivo a rosso scuro, poi in rosso-brunastro e infine in bruno-nerastro poiché sono influenzati dalle caratteristiche del materiale imbrattato nonché dalle condizioni del tempo luce ed umidità dove si rinvengono le tracce stesse.
Tutte queste e altre informazioni possono darci una idea del tempo che è trascorso dal momento dell'impatto.
Sono informazioni utili per la scientifica che possono aiutare a risolvere un caso, e comunque a interpretare un evento accaduto con estrema precisione.
Il lavoro di investigazione non è solo intuito ma anche rigore scientifico.
domenica 15 ottobre 2017
INDAGINI INVESTIGATIVE AL FESTIVAL DELL’INNOVAZIONE E DELLA SCIENZA
Dal 16 al 22 ottobre 2017 il Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino parteciperà al Festival dell'Innovazione e della Scienza, per questa quinta edizione, "Ora di chimica".
150 appuntamenti tra incontri, spettacoli, laboratori, caffè scientifici e mostre: le mattine saranno dedicate a laboratori e conferenze scientifiche per tutte le scuole di ogni ordine e grado realizzati in collaborazione con Università e Politecnico di Torino, Enti e Associazioni scientifiche territoriali e nazionali; i pomeriggi e le serate, invece, incontri, caffè scientifici e dibattiti per provare a raccontare in modo accattivante e divertente come la chimica sia presente quotidianamente nelle nostre vite.
Il Dipartimento di Chimica dell’Università sarà presente al Festival con una serie di incontri e laboratori.
Si segnalano in particolare gli eventi del 18 e del 19 ottobre.
Mercoledì 18 ottobre alle ore 21.00, presso la Biblioteca Archimede (piazza Campidoglio, 50 - Settimo Torinese), si terrà l'incontro "C.S.I. La scena del crimine" con Marco Vincenti, Direttore Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino, Marco Malvaldi, scrittore e divulgatore scientifico, Patrizia Davit e Marco Pazzi, tecnici di ricerca al Dipartimento di Chimica.
IL LUMINOL SULLA SCENA DEL CRIMINE
IL LUMINOL SULLA SCENA DEL CRIMINE
All’interno della biblioteca verrà ricreata una scena del crimine per mostrare l’utilizzo del Luminol nella verifica della presenza e disposizione di tracce ematiche, e per parlare di luminescenza, con particolare riferimento alla chemiluminescenza e al meccanismo di reazione del Luminol.
Successivamente, Marco Malvaldi e Marco Vincenti affronteranno con pubblico e ospiti il tema delle differenze esistenti fra realtà e fiction nella descrizione delle indagini investigative e di come la scrittura di un libro "giallo" attinga dalla realtà investigativa per costruire storie verosimiglianti.
Giovedì 19 ottobre alle ore 17.30 alla Biblioteca Civica di Collegno (corso Francia, 275 – Collegno), con il Dott. Marco Minella e con il Dott. Fabrizio Sordello, entrambi del Dipartimento di Chimica, si discuterà di nuove e vecchie forme di inquinamento delle acque, per capire qualcosa di più sull’acqua che beviamo, scarichiamo e depuriamo, nella conferenza “Si fa presto a dire acqua pura”.
L’assistenza scientifica della quinta edizione del Festival è stata coordinata dal Prof. Salvatore Coluccia, Vicerettore dell’Università di Torino tra il 1984 e il 1996, Direttore del Dipartimento di Chimica IFM tra 1993 e 1996, docente di Chimica all’Università di Torino. Dal 2004 è membro del Senato Accademico come rappresentante dell'Area Chimica.
Per conoscere tutte le attività di UniTo visita la pagina dedicata sul sito del Dipartimento di Chimica
sabato 14 ottobre 2017
CHE COS'È IL CRIMINAL PROFILING
In questo articolo illustreremo un metodo importantissimo nell'aiutare gli investigatori a individuare soggetti criminali totalmente o parzialmente sconosciuti.

Innanzitutto il profiler si presenta come una figura professionale altamente qualificata, con competenze psicologiche e criminologiche che, analizzando la scena di un crimine nei più piccoli dettagli sulla base di studi e di conoscenze sia epidemiologici e conoscenze derivate dalla clinica, propone un’ identikit dell’aggressore, utilizzando elementi utili alla sua identificazione.
In generale il comportamento di un individuo riflette la sua personalità. Dalla scena del crimine si possono individuare elementi importanti che possono comprendere:
Le modalità che il soggetto mette in atto dei comportamenti illeciti (MODUS OPERANDI) o anche il classico biglietto da visita del delitto LA FIRMA.
Negli anni ‘70 venne intrapreso dall’FBI, il primo studio portato a capire l’utilità del profiling e vennero distinti assassini ORGANIZZATI e DISORGANIZZATI, si mette il rilievo la tipologia degli stupratori che possono appartenere a due categorie
- EGOISTA;
- NON EGOISTA.
il profilo psicologico viene spesso utilizzato quando determinate tecniche investigative non possono essere applicate.
Edmond Locard formulò il principio di interscambio ipotizzando che quando due soggetti entrano in contatto l’uno lascia all’altro qualcosa di sé, pertanto un individuo che commette un crimine lascia sulla scena del crimine tracce di sé.
L’FBI usa uno schema per il profilo psicologico:
RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI: prove materiali, informazioni sulla vittima, informazioni medico legali, informazioni sull’ambiente, e fotografie sulle aree del delitto.
VALIDAZIONI DEL PROFILO: scena del delitto, processi;
PROCESSI DECISIONALI: tipo di reato, intenzione del reo, tempo necessario per commettere il crimine, luogo del delitto;
VALUTAZIONE DEL CRIMINE: ricostruzione, classificazione, tipo di autore se organizzato o disorganizzato, controllo della vittima, motivazione, dinamiche scena del delitto;
E infine, IL PROFILO CRIMINALE caratteristiche demografiche, caratteristiche fisiche, abitudini, comportamento prima dell’eventuale delitto, comportamento dopo il delitto, consigli per l’investigazione.
Il criminologo Canter propone un modello su base empirica e sul maggior numero possibile di informazioni sulla vittima:
COERENZA INTERPERSONALE: selezione delle vittime tipo di rapporto stabilito con esse.
CARATTERISTICHE DEL CRIMINALE: per individuare la natura del crimine e come viene commesso.
CARRIERA CRIMINALE: resa ad analizzare il comportamento delinquenziale per evitare e prevenire eventuali mosse
CONSAPEVOLEZZA FORENSICA: comprendere quanto il crimine sia stato mascherato mediante occultamento degli indizi ed eventuale cancellazione delle tracce.
Il criminal profiling trova applicazione nei seguenti casi:
- SINLGLE MURDER apparente senza movente;
- SERIAL MURDER in presenza di più eventi omicidiari
- MASS MURDER omicidio di più vittime nel corso di un unico evento
- SPREE KILLING evento unico in più luoghi che porta alla morte di più persone
- RAPE stupro
- ARSON incendio doloso.
In caso di presenza di un eventuale cadavere all’aperto se non viene reso noto il ritrovamento, il criminale potrebbe tornare per controllare;
per tale motivo si dovrebbero considerare:
Potremmo concludere spiegando che il profilo criminale può dare la possibilità di integrare il lavoro degli esperti, riducendo i numeri dei sospetti di una popolazione, elaborando strategie di prevenzione e intervento.
- I DATI A DISPOSIZIONE
- I RESTI DEL CADAVERE
LA MESSA IN SCENA (staging) che comprende l’alterazione della scena del crimine prima dell’arrivo degli agenti di polizia, considerando l’abilità mentale di quali elementi è possibile modificare; secondo Douglas si parla di messa in scena per depistare le indagini.
È possibile che il serial killer vada a osservare il procedimento delle indagini.
Il termine vittimologia viene coniato da MENDELSOHN, viene considerata scienza empirica e viene fatta coincidere con l’uscita del libro di Henting, considerando i concetti:
- Criminale-vittima quando il soggetto può diventarlo a secondo delle circostanze;
- Vittima latente ha la predisposizione a diventare vittima in un certo modo ad attrarre l’aggressore;
- Relazione vittima/aggressore il soggetto aggredito può diventare l’elemento scatenante dell’evento.
Il ruolo ed il comportamento della vittima sono particolarmente importanti per comprendere eventuali atteggiamenti nel criminale;
Le vittime si possono classificare tra attive e passive, Il passivo incoraggia il criminale;
L’attivo si può distinguere in:
- consenziente: incita a promuovere l’azione;
- non consenziente provoca l’azione con il proprio atteggiamento.
Potremmo concludere spiegando che il profilo criminale può dare la possibilità di integrare il lavoro degli esperti, riducendo i numeri dei sospetti di una popolazione, elaborando strategie di prevenzione e intervento.
ONLINE L'APP NIA VVF - INVESTIGAZIONI

Online l'app "NIA VVF - Investigazioni" del Nucleo Investigativo Antincendi: lo annuncia il Corpo Nazionale VV.F. spiegando che l'applicativo è un pratico riferimento, rispetto alle attività investigativeda svolgere in caso d'incendio ed esplosione, così come descritte dall'NFPA 921 "Guide for Fire and Explosion Investigations".
L'applicazione del tutto gratuita è scaricabile dall'Android Store. Contiene una linea guidasull'elenco delle attività investigative da svolgere in caso d'incendio, nonché l'indicazione dell'ordine sequenziale con cui le stesse attività devono essere svolte. Prevede la possibilità di creare specifiche cartelle di lavoro, ciascuna identificata attraverso un breve nominativo, un campo note per la descrizione dell'oggetto dell'investigazione e la località dello scenario d'incendio. Per ciascuna cartella di lavoro, l'App consente l'acquisizione di dati investigativi, attraverso l'attivazione di specifiche funzioni fotografiche, video e audio e funzione PDF (attiva la ricerca ed il download di file in formato pdf contenuti nell'archivio dello smartphone).
Sulla pagina informativa del Corpo tutte le istruzioni per procedere alla sua installazione
venerdì 1 settembre 2017
LE BESTIE SIAMO NOI: COSA POSSIAMO IMPARARE DAGLI ANIMALI SUL BENE E SUL MALE

Rancore, crudeltà, odio, indifferenza, conformismo, bellicosità sono comportamenti tipici degli animali?
E perché da sempre attribuiamo questi sentimenti negativi, tipicamente umani, al mondo animale?
Perché abbiamo bisogno di distinguerci e di «elevarci al di sopra» degli animali, dimenticando che hanno ben pochi
dei nostri difetti.
Le orche sono uno dei superpredatori del pianeta. Insieme agli esseri umani, hanno il cervello più complesso mai studiato in natura. A differenza nostra però, non si uccidono mai tra di loro; noi invece, solo nel ventesimo secolo, abbiamo contato 200 milioni di vittime.
Jeffrey M. Masson sa bene che gli animali possono insegnarci molto sulle nostre emozioni - come l’amore (i cani), l’appagamento (i gatti), il dolore (gli elefanti)... Ma possono insegnarci moltissimo anche sulle emozioni negative, come la rabbia e l’aggressività, e in modi inaspettati.
I predatori animali uccidono per sopravvivere; non si è mai verificata una sola aggressione animale con una ferocia simile a quella che l’umanità si è autoinflitta. Gli esseri umani, e in particolare quelli vissuti dall’industrializzazione in poi, sono la specie più violenta mai esistita. A differenza infatti di tutti gli altri animali, siamo perfettamente in grado di autodistruggerci. Per questa e per molte altre ragioni ampiamente documentate e argomentate dall’autore di questo saggio, dagli animali abbiamo solo da imparare su come vivere in armonia con la propria natura e con la natura che ci circonda.
JEFFREY MOUSSAIEFF MASSON è un ex psicanalista che, per un breve periodo, ha ricoperto la carica di direttore degli Archivi Freud. Ha insegnato storia della psicanalisi ed etica del giornalismo presso la University of Toronto e la University of Michigan. Attualmente, è ricercatore associato onorario presso il dipartimento di sociologia della University of Auckland, in Nuova Zelanda. È autore di numerosi libri e di saggi sulle emozioni animali, tra cui per le Edizioni Sonda il Dizionario bilingue 40 animali e le loro emozioni (2011).
JEFFREY M. MASSON
Le bestie siamo noi
Le bestie siamo noi
COSA POSSIAMO IMPARARE DAGLI ANIMALI
SUL BENE E SUL MALE
Formato 13x21 cm – Pagine 192
SUL BENE E SUL MALE
Formato 13x21 cm – Pagine 192
€ ISBN 978 88 7106 751 3
lunedì 28 agosto 2017
CHIARA E LE ALTRE: IL BEL PAESE DEI CASI IRRISOLTI
Donne scomparse, evaporate, donne straziate e uccise.
Quotidiano pasto cannibalico di salotti televisivi.
Italia, patria di storie senza soluzione, di casi irrisolti che rimarranno misteri; nessuno è colpevole.
Abilità dell’omicida o pigrizia degli investigatori? O ancora, investigazioni scientifiche inaffidabili?


Il delitto perfetto non esiste. Allora le altre opzioni.
L’investigatore sonnolento che in caserma, davanti ad un computer, aspetta i risultati del DNA?
L'imperizia degli investigatori scientifici che non sanno congelare la scena del crimine?
Occorre porci una domanda: perché numerosi casi, oggetto di perizia e studi scientifici, sono rimasti irrisolti?
Risposta: perché i risultati della tecnologia e della scienza sono stati miseramente ”smontati” in sede processuale.
C’è un anello che non tiene…
Non si basano le indagini esclusivamente sugli esiti scientifici e tecnologici. Scienza e tecnologia senz’altro, ma di supporto all’arte dell’investigazione. Nel nostro Paese è scomparso l’investigatore di strada, sono scomparsi l’intuizione, il parlare con la gente per conoscere e capire il contesto in cui è maturato un delitto.
Un buon investigatore dovrebbe sapere che è in straordinaria crescita il fenomeno dell’omicidio di prossimità: familiari, amici, conoscenti, vicini, colleghi di lavoro sono carnefici o vittime dei principali delitti commessi in Italia e gli ambiti familiari normali e tranquilli spesso si trasformano in teatro dei delitti più efferati .
È proprio all’interno di questo nido caldo e accogliente che bisogna spiare, spiare, spiare.
Intanto Chiara, Roberta, Elena, Simonetta, Meredith e le altre ringraziano.
Piera Denaro
mercoledì 12 luglio 2017
DROGATI DI WEB: I.A.D. PATOLOGIA DILAGANTE
La diffusione di Internet ha modificato in brevissimo tempo
i costumi e le modalità di intendere e organizzare le relazioni sociali e
comunicative.
Si sono ampliate le possibilità di comunicazione e di
accesso a fonti di informazione fino a ieri sconosciute e impensabili, ma il
processo che stiamo vivendo, sta aprendo la strada a fenomeni psicopatologici
che si manifestano con una sintomatologia del tutto simile a quella osservata
nei soggetti tossicodipendenti.
Si sta assistendo alla diffusione preoccupante di
una vera e propria psicopatologia che va sotto il nome di I.A.D. , Internet Addiction Disorder.
Il disturbo di dipendenza da Internet, oggetto di studio,
già dagli anni ’90, dello scienziato I.
Goldberg, che per primo ne descrisse i criteri diagnostici, è oggi considerato
una patologia del comportamento. Tale patologia, se non riconosciuta o
sottovalutata, può produrre effetti devastanti sulla salute psichica e danni
sociali, tanto quanto le dipendenze tradizionali da alcool, droghe, farmaci,
gioco d’azzardo.
T. Cantelmi e M. Talli descrivono varie tipologie di
dipendenza:
^Cyber Sexual
Addiction (dipendenza da sesso virtuale) : visitazione ossessiva di
siti porno, pratica di sesso virtuale.
^Cyber Relationship
Addiction (dipendenza da relazioni virtuali) : utilizzo incontrollato per
larga parte del giorno di email, social network, chat lines.
^Net Compulsion
(comportamenti compulsivi tramite Internet ) : giochi d’azzardo on line, giochi
di ruolo, shopping, trading.
^Information Overload
( sovraccarico cognitivo ) : ricerca compulsiva di dati dal web.
^Compulsion Addiction (uso eccessivo e compulsivo del
computer ) : giochi, gaming, solitari, playstation.
L’ American Journal
of Psychiatry raccomanda di stare in guardia quando si superano sei ore di
navigazione al giorno e iniziano a manifestarsi sintomi come insonnia,
difficoltà di concentrazione, stress fisico e mentale, irascibilità e desiderio
incontrollato dell’on line.
Tali sintomi, secondo ricercatori guidati da Hao Lei della Chinese Academy of Sciences di Wuhan, sono determinati dall’alterazione
che la “net addiction” provoca sulla materia bianca( fibre
nervose ricoperte di mielina) di alcune zone cerebrali, alterazioni già
osservate in dipendenze da alcool e sostanze stupefacenti.
Cosa può condurre ad un’utilizzazione eccessiva di Internet
e ad una psicopatologia?
La soddisfazione immediata di un bisogno, l’offerta
illimitata, l’anonimato, la possibilità di sperimentare nuove identità, il
senso di controllo e di appartenenza, l’annullamento dei limiti spaziali e
temporali, la ricerca di un antidoto alla solitudine, il possesso di un
bagaglio illimitato di informazioni. In poche parole, un desiderio
irrefrenabile di “onnipotenza virtuale”.
E’ opinione condivisa dagli studiosi che potenziali
“cyberdipendenti” siano coloro che già vivono disagi emotivi e relazionali, ex
alcolisti ed ex tossicodipendenti, coloro che conducono una vita sociale
insoddisfacente o una vita affettiva problematica. In molti casi, infatti, la
dipendenza da Internet può mascherare altri disturbi, come il disturbo
ossessivo-compulsivo, forme di ansia e depressione, disordini relazionali,
disorientamento, disistima.
Il fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti fra i giovanissimi, le cui storie sono
comuni: “Restavo a casa incollato al
computer invece di andare a scuola. Giocavo fino a notte fonda e non mi
staccavo neanche per andare in bagno. Ho toccato il fondo. Dietro quella voglia
di collegarmi ad Internet ed entrare in un altro mondo, ora penso ci sia stato
un vuoto di sentimenti.” Così racconta Piero ( nome di fantasia ) che ha
deciso di uscire dalla trappola della rete e dello schermo, unico rifugio per
tutta la sua adolescenza, chiedendo aiuto all’equipe dell’ambulatorio del Policlinico Gemelli di Roma, primo centro , nato in Italia, per
curare i drogati di web.
Dalla I.A.D. è possibile uscire, ma si impone una scelta
strategica finalizzata alla prevenzione e alla promozione della salute.
E’ necessaria ed urgente un’azione rivolta ai giovani, al
loro stile di vita e di consumo, alle loro attività che, se non condotte
correttamente, potrebbero avere un impatto deleterio nell’immediato e nell’età
adulta.
Spetta ai genitori, in primo luogo, imporre regole educative
che, per essere efficaci, non devono necessariamente tradursi in divieti , ma
devono essere costruite attraverso il dialogo e la presenza costante, mai
invadente perché produrrebbe aggressività, nel mondo virtuale dei figli.
E’ fondamentale anche, affinché l’obiettivo venga raggiunto
con successo, una stretta e assidua collaborazione con le Istituzioni
Scolastiche.
Non demonizziamo l’utilizzo delle nuove tecnologie e non
trasformiamo una grandissima risorsa in una pericolosa minaccia!
Piera Denaro
martedì 4 luglio 2017
BULLISMO IN ROSA SHOCKING
È un fenomeno sommerso, se ne parla poco o se ne parla come di una ragazzata.
E' il bullismo al femminile, più silenzioso e subdolo di quello a pugni e calci tra maschi, ma tagliente e incisivo nella vita delle vittime.


Ma chi sono le vittime? Spesso ragazze timide, introverse, brave a scuola, oppure coetanee, belle e pericolose che, agli occhi della bulla, potrebbero rubarle la scena.
La bulla, spesso seguita dal gruppo, individua il punto debole della vittima ed è proprio lì che infierisce maggiormente.
Su una pagina Facebook, creata appositamente per offendere pesantemente le compagne, Benedetta, 17 anni, è un "tricheco" perchè porta l'apparecchio ai denti. Agnese, 17 anni, è un "bisonte" e per questo cade in depressione, digiuna e perde 30 chili.
Anche i maschi sono vittime sacrificali. Marco porta la benda ad un occhio per un tumore, ma per lei, la bulla, gioca a fare il pirata.
Giulio è in sovrappeso, le compagne lo chiamano "pattumiera" e gli lanciano addosso i resti del cibo del quale non hanno più voglia.
Anni di psicoterapia, adesso sta bene ma rabbrividisce ripensando a quegli anni.
Simona, adesso diciottenne,piccola ed esile, vittima di ostracismo, di atti finalizzati ad escluderla completamente dal gruppo-classe,
ricorda:
"Arrivai al punto di detestare la scuola, avevo terrore di andare in bagno perché lì c'era la mia carnefice". Le denigrazioni, le offese sull'aspetto fisico, sull'abbigliamento, sul rapporto con gli insegnanti hanno minato la mia autostima e portata a sperimentare un vissuto di insicurezza, inferiorità, a soffrire di gravi disturbi psicosomatici. Ancora oggi ne porto i segni". Ed è vero.
Si potrebbero riportare altre mille storie.
Il problema è grave e bisogna contrastarlo. Come? Forse i genitori dovrebbero essere più attenti e vigili, i docenti e i dirigenti scolastici dovrebbero farsi parte attiva e non far scivolare tutto nel silenzio e nell'oblio in nome dell'"immagine della scuola".
Perché non intervenire con progetti-stavolta utili-volti alla prevenzione del fenomeno,con corsi di sensibilizzazione rivolti ai genitori, spesso assenti e sordi ai bisogni affettivi dei figli, ma molto presenti e attivi nel rivendicare una promozione immeritata?
E poi, sia la famiglia sia la scuola, che però non può e non deve sostituire le "mura domestiche", dovrebbero educare i ragazzi a sane
relazioni con il gruppo dei pari, dal momento che i bulli, siano essi femmine o maschi, lanciano, comunque, un messaggio di disagio e richiesta di attenzione che non può rimanere inascoltato.
Piera Denaro
DOCENTE LICEO CLASSICO G.GARIBALDI-PALERMO
domenica 9 aprile 2017
DIZIONARIO DELLE MAFIE
Così PIETRO GRASSO : Un lavoro che consente di mettere a fuoco la complessità del fenomeno criminoso.
DIZIONARIO DELLE MAFIE, curato da FABIO IADELUCA ed edito da ARMANDO CURCIO EDITORE offre una documentazione ventennale prodotta dalla DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA.

Il volume consta di un indice analitico,composto da 700 voci, 300.000 atti, oltre 100 grafici e 50 tabelle illustrative, un elenco di tutte le vittime della MAFIA.
L'opera, alla cui stesura hanno collaborato oltre 70 magistrati, ricostruisce le strutture, le regole di iniziazione, i rapporti tra le varie organizzazioni, la struttura su base regionale, provinciale e comunale.
Il volume vuole ripercorrere, inoltre, il significato storico e sociale che la parola «mafia» ha assunto nel tempo, sottolineando il valore conoscitivo e formativo che l’opera può avere, soprattutto presso le nuove generazioni
Il DIZIONARIO DELLE MAFIE è corredato di un CD costituito da oltre 3000 pagine allegate,centinaia di grafici, tabelle, mappe inedite del narcotraffico, sentenze della CORTE di CASSAZIONE del MAXIPROCESSO a COSA NOSTRA e del PROCESSO SPARTACUS.
Sono presenti numerosi Atti degli Organi Istituzionali preposti al contrasto della criminalità organizzata, per esempio, le relazioni della COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA su COSA NOSTRA , 'NDRANGHETA,CAMORRA e COSA NOSTRA AMERICANA.
Il curatore dell'opera Fabio Iadeluca, maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, è cultore di Criminologia, Sociologia della devianza, Diritto Pubblico comparato ed Europeo e Diritto dell'Unione Europea.
Esperto in criminalità organizzata, ha pubblicato per Armando Curcio Editore Cosa Nostra, Uomini d'onore , La criminalità mafiosa straniera in Italia.
Ha anche pubblicato La criminalità organizzata in Italia, La camorra in Campania,La criminalità organizzata e la 'Ndrangheta in Calabria per Gangemi Editore.
DIZIONARIO DELLE MAFIE, curato da FABIO IADELUCA ed edito da ARMANDO CURCIO EDITORE offre una documentazione ventennale prodotta dalla DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA.

Il volume consta di un indice analitico,composto da 700 voci, 300.000 atti, oltre 100 grafici e 50 tabelle illustrative, un elenco di tutte le vittime della MAFIA.
L'opera, alla cui stesura hanno collaborato oltre 70 magistrati, ricostruisce le strutture, le regole di iniziazione, i rapporti tra le varie organizzazioni, la struttura su base regionale, provinciale e comunale.
Il volume vuole ripercorrere, inoltre, il significato storico e sociale che la parola «mafia» ha assunto nel tempo, sottolineando il valore conoscitivo e formativo che l’opera può avere, soprattutto presso le nuove generazioni
Il DIZIONARIO DELLE MAFIE è corredato di un CD costituito da oltre 3000 pagine allegate,centinaia di grafici, tabelle, mappe inedite del narcotraffico, sentenze della CORTE di CASSAZIONE del MAXIPROCESSO a COSA NOSTRA e del PROCESSO SPARTACUS.
Sono presenti numerosi Atti degli Organi Istituzionali preposti al contrasto della criminalità organizzata, per esempio, le relazioni della COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA su COSA NOSTRA , 'NDRANGHETA,CAMORRA e COSA NOSTRA AMERICANA.
Il curatore dell'opera Fabio Iadeluca, maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, è cultore di Criminologia, Sociologia della devianza, Diritto Pubblico comparato ed Europeo e Diritto dell'Unione Europea.
Esperto in criminalità organizzata, ha pubblicato per Armando Curcio Editore Cosa Nostra, Uomini d'onore , La criminalità mafiosa straniera in Italia.
Ha anche pubblicato La criminalità organizzata in Italia, La camorra in Campania,La criminalità organizzata e la 'Ndrangheta in Calabria per Gangemi Editore.
mercoledì 12 novembre 2014
ARRIVA LA SCIENZA SULLA SCENA DEL CRIMINE
Gravità Zero è media partner dell'evento che vedrà Sabato 29 novembre 2014 a Torino alcuni tra i maggiori esperti di scienze applicate alla criminologia e che si propone di portare il grande pubblico sulla scena del crimine, mostrando come l’interazione fra diverse discipline scientifiche possa portare alla soluzione di un caso.
![]() |
| Rilevazione sulla scena del crimine . Shutterstock |
La conferenza, a scopo divulgativo, vedrà la presenza dei relatori:
Lara Maistrello - entomologa ricercatrice (Università di Modena e Reggio Emilia) “Crime Solving Insects: quando sono gli insetti a parlare”
Walter Caputo - formatore e science writer (Gravità Zero) “Come si verifica un’ipotesi in un caso poliziesco? Con la Statistica!”
Stella Brancato -criminologa (Associazione Psychetius) “La scena del crimine tra investigazione e psicologia: due facce della stessa medaglia?"
Eloheh Mason - divulgatrice culturale nuovi media (Associazione Culturale Artsoup) “La settima arte del noir”
![]() |
| La locandina dell'evento |
Ai primi 15 iscritti sarà omaggiato un biglietto per la visione di un film della rassegna Cineteca.
Il prezzo del biglietto di ingresso è di 5 euro e i posti disponibili sono 100.
Per partecipare all’evento, scrivere a ecoassociazione@gmail.com indicando come oggetto “Iscrizione Arriva la scienza sulla scena del crimine” e nel testo: nome, cognome, telefono, mail.
Appuntamento alle 21,00, presso Qubì, via Parma 75 - Torino
“ARRIVA LA SCIENZA SULLA SCENA DEL CRIMINE”
L'evento è organizzato dall'Associazione E.C.O. L’Associazione E.C.O. (Epistemologia Comunicazione Orientamento) si occupa di migliorare la qualità della vita di persone in difficoltà socio-economica.
in collaborazione con:
Banca Mediolanum, Instar Libri, Museo Cesare Lombroso, Associazione Nazionale Museo del Cinema, Gravità Zero.
Contatti
Associazione E.C.O. Via Biella 48 Torino
Telefono: 3288260495
E-mail: ecoassociazione@gmail.com
Orario di apertura: 9,00-13,00/ 15,00-19,00
domenica 4 maggio 2014
DALLO STALKING AL FEMMINICIDIO: QUANDO LA VITA DIVENTA UN INFERNO
Martedì 6 Maggio, dalle ore 8,00 alle ore 14,00, a Palermo presso la sala multimediale della caserma P. Lungaro, la Segreteria Provinciale del Co.I.S.P. di Palermo, in collaborazione con l'Associazione Orizzonti Onlus, ha organizzato, nell'ambito delle attività di Formazione ed Aggiornamento Professionale destinate al personale della Polizia di Stato e ad altre Forze di Polizia, un convegno sul tema:
DALLO STALKING AL FEMMINICIDIO: aspetti clinici, criminologici e criminalistici nelle condotte persecutorie.
Al termine dell'Evento, verrà rilasciato a richiesta un attestato di partecipazione.
Co.I.S.P (Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia) nasce nel 1992 ed in breve tempo ha acquisito consenso e forza rappresentativa tali da essere uno dei sindacati più rappresentativi a livello nazionale.
ORIZZONTI è un'Associazione Onlus che si è costituita con lo specifico intento di favorire la crescita delle persone diversamente abili, attraverso lo sviluppo di progetti di autonomia.
info@orizzontionlus.it
lunedì 28 aprile 2014
CYBERBULLISMO: PREVENIAMOLO CON L'EDUCAZIONE AL DIGITALE
Appuntamento a Milano per parlare di cyberbullismo
Giovedì 8 Maggio, ore 17,45,
incontro aperto al pubblico, ingresso gratuito, a Milano presso Casa dei Diritti, via E. De Amicis, 10
The Vortex e Crazy For Digital Marketing ,con il Patrocinio del Comune di Milano, indicono
un incontro dedicato a ragazzi, genitori, educatori e a chiunque desideri conoscere gli strumenti per prevenire e affrontare un fenomeno, fra i più pericolosi del nostro tempo.
L’incontro si pone l’obiettivo di
sensibilizzare il pubblico a ricercare le origini profonde del fenomeno per arginarne gli effetti.
L’evento “Cyberbullismo: preveniamolo con l’ educazione al digitale” vuole
dare voce ed occasione di confronto alle categorie potenzialmente coinvolte,
agli esperti di pedagogia e di comunicazione digitale, al pubblico che sarà
invitato a fornire testimonianze, esporre dubbi e porre domande ai relatori.
L’incontro sarà introdotto da Pierfrancesco Majorino, Assessore al
Welfare del Comune di Milano, e moderato da Andrea Boscaro, Partner di The Vortex, e Federico Capece, socio di Crazy For Digital Marketing.
Interverranno:
Barbara Laura Alaimo, CoderDojo
Anna Lanfrancone, Associazione Genitori dell’Istituto Comprensivo
Quintino di Vona- Milano
Andrea Latino, Green Geek School Education
Karen Nahum, De Agostini Scuola
Per informazioni contattare:
Associazione Rita Levi-Montalcini- ufficiostampa@ritalevimontalcini.eu
The Vortex (www. thevortex.it ) è una società di formazione al
digitale.
In una società in costante
evoluzione, dove la presenza in rete e sui social media è fondamentale per
rafforzare la propria presenza sul mercato, la formazione al digitale diventa
cruciale per conoscere strumenti e tecniche di web marketing funzionali a
sviluppare il proprio business online. The Vortex risponde a questa esigenza, erogando moduli formativi e consulenze per target e
realtà aziendali differenti.
Crazy For Digital Marketing ( www.crazyfordigitalmarketing.com
)è un’associazione fondata nel 2012 da Paola Peretti e Tiziana Sanzone.
L’Associazione si pone come
obiettivo lo sviluppo di conoscenze e competenze sul Digital Marketing come
strumento di comunicazione e condivisione di informazioni.
L’Associazione, inoltre,
raccoglie fondi per finanziare progetti mirati ad un miglioramento di vita,
attraverso il digitale.
.
domenica 27 aprile 2014
IL 5 PER MILLE DONIAMOLO ALLA RICERCA SCIENTIFICA
Fonte: Gravità Zero, testata di divulgazione scientifica
Ricordiamo che il 5x1000 non costa nulla al contribuente, ed è un diritto del cittadino poter assegnare questo fondo che lo Stato italiano ripartisce, per dare sostegno agli enti che svolgono attività socialmente rilevanti (ad esempio la ricerca scientifica).
![]() |
| PER LA RICERCA SCIENTIFICA |
Donando alla ricerca scientifica sconfiggi tanti mali incurabili... e fai un dono ai tuoi cari.
Di seguito alcuni esempi:
- Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, C.F. 03254210150 (finanziamento della ricerca sanitaria)
- ProRETT Associazione per la ricerca sulla sindrome di Rett Onlus 93043680201 (sostegno delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale)
- Fondazione Telethon, C.F. 04879781005 (finanziamento della ricerca scientifica e dell'università)
- AISM/FISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla, C.F. 95051730109 (finanziamento della ricerca scientifica e della università)
- Fondazione Piemontese per la ricerca su Cancro, C.F. (finanziamento della ricerca scientifica e dell’università)
- FIRC Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, C.F. 80201470152 (finanziamento della ricerca scientifica e dell’università)
- AIL Associazione Italiana contro le Leucemie, C.F. 80102390582 (sostegno delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale)
- Associazione Levi-Montalcini aps, 97629860012 (finanziamento della ricerca scientifica e dell’università)
ATTENZIONE: È indispensabile, oltre che scrivere il codice fiscale giusto, scriverlo nel RIQUADRO GIUSTO, che abbiamo messo tra parentesi dopo il codice fiscale!
domenica 20 aprile 2014
UN FARMACO CONTRO IL BULLISMO

La professoressa Pini, allieva di Giorgio Albertazzi e docente di Pedagogia teatrale e di Teatro di animazione presso la facoltà di Scienze della Formazione dell' Università di Roma 3, dichiara: Il teatro d'animazione per me è mettere l'anima in azione, servendosi del mezzo teatrale e trasformando un'aula in energia cangiante.
E' ferma convinzione della Docente che il teatro educhi il giovane al senso della misura, alla conoscenza dei propri spazi e arricchisca sia la fantasia che la cultura.
L'educazione diventa così auto-educazione.
L'attività teatrale-continua la professoressa Pini- ha l'obiettivo di sostituire la violenza ed indirizzare le energie, anche quelle negative, verso il canale sano della recitazione.
Se ne deduce,pertanto, che la Scuola non sia utile soltanto alla trasmissione passiva di nozioni ed informazioni, ma possa diventare proficua e altamente formativa se ascolta con attenzione esigenze, desideri e sogni dei giovani.
Ha accolto con entusiasmo l' invito della Professoressa, il Liceo Paritario Gian Galeazzo Visconti ,gestito dalla Fondazione Luigi Granese Onlus che mira a creare un ambiente scolastico sano, finalizzato alla prevenzione della devianza e attento al disagio giovanile.
Numerosi Istituti Scolastici svolgono da tempo regolare attività teatrale ed esempio di non trascurabile importanza sia il Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Palermo,che offre ad un vasto pubblico, a conclusione di ogni anno scolastico, il prodotto dell'intenso lavoro degli alunni e di quei docenti che ancora credono nella insostituibile valenza educativa della scuola.
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